IL FENOMENO. Colpiti in primis gli anziani soli, soprattutto a causa del web
Un pericolo sempre presente, del quale però non dobbiamo abituarci. Nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi anni dal punto di vista della sicurezza e della sensibilizzazione, i rischi sono ancora molto elevati, soprattutto a causa del rapidissimo affermarsi di internet e degli strumenti digitali. Si parla di truffe, un fenomeno sempre diffuso e che ancora oggi impone un’attenzione massima su più fronti, essendo in veloce e costante mutamento, che non consente in nessun modo di abbassare la guardia. Non solo: si tratta di un tema che suscita particolare indignazione perché va a colpire le fasce più fragili della comunità, come gli anziani, fisiologicamente più in difficoltà nel riconoscere i comportamenti sospetti o a utilizzare in modo sicuro gli strumenti del web.
Una problematica, purtroppo, che non è solo capillare nella nostra società, ma che proprio a causa della sua diffusione attraverso internet si presenta con un trend in aumento. A sottolinearlo è il Report della Polizia Postale relativo al 2024, da cui emerge che nel corso dell’anno sono stati trattati 18.714 casi di truffe online, a rappresentare un incremento del 15% rispetto al 2023 (16.325).
“ Il numero di persone indagate è rimasto invariato (circa 3.500) mentre le somme sottratte hanno subito un notevole aumento del 32% passando da 137 milioni a 181 milioni”, si legge inoltre nel rapporto. Una piaga a cui si accompagna quella delle frodi, che nel 2024 ammontano complessivamente a 48 milioni di euro, in aumento del 20% rispetto all’anno precedente.
Rimini in prima linea
Un problema, dunque, reale e concreto in tutta Italia. Rimini compresa, dove oltre alle truffe in cui si può incappare sul web sono presenti i rischi legati ai raggiri telefonici o alle forme di truffa realizzata con il “porta a porta”. Un allarme costante a cui, però, si contrappone un impegno importante sul fronte del contrasto, della prevenzione e della sensibilizzazione, a tutela soprattutto delle fasce di popolazione più esposte ai pericoli, come gli anziani soli o le persone con fragilità. In tal senso, proprio in queste settimane la Giunta riminese ha approvato un progetto che ha l’obiettivo preciso di realizzare una serie di azioni per la prevenzione e il contrasto alle truffe, di cui promotrice è la stessa Amministrazione. Un progetto sostenuto da fondi ministeriali e che prende forma sulla base di un protocollo sottoscritto lo scorso
novembre con la Prefettura di Rimini: obiettivo principale è quello di informare gli over 65 del territorio, un bacino da circa 38mila persone, sulle sempre più elaborate e diffuse tecniche utilizzate dai truffatori sia dal vivo, sia al telefono e sul web, diffondendo maggiore attenzione sul tema e, allo stesso tempo, offrendo gli strumenti necessari per individuarle ed evitarle. A tutto questo, inoltre, il progetto affianca misure di prossimità, che rendano possibile agire in modo tempestivo sia nel verificarsi della truffa sia per dare sostegno nel caso in cui questa sia andata a compimento.
Come, nello specifico? “ Questo si traduce in quattro azioni. – spiega l’Amministrazione di Rimini – La redazione e distribuzione mirata di dépliant informativi; incontri con esperti nei 13 centri aggregativi per anziani del distretto di Rimini; istituzione di un numero telefonico attivo otto ore al giorno con operatore dedicato, per fornire informazioni e consigli e raccogliere le richieste di incontro per supporto e consulenza legale; consulenza, supporto e tutela di tipo legale e psicologico successiva al verificarsi dell’evento”. Le attività previste dal progetto includono anche il coinvolgimento delle realtà del terzo settore, in ottica di coprogettazione e gestione.
Interventi doverosi, in un contesto, quello riminese, in cui la piaga delle truffe, soprattutto agli anziani, è sempre più difficile da gestire.
“ Anche negli ultimi mesi le cronache hanno dato conto di diversi episodi di raggiri, anche di importante entità, ai danni di persone anziane del nostro territorio. – è la fotografia scattata da Kristian Gianfreda, assessore al Welfare del Comune di Rimini – Da chi si finge un addetto delle aziende di luce e gas o chi si qualifica come un membro delle Forze dell’ordine, alle tantissime e più difficilmente decifrabili insidie che arrivano dalla rete, che oggi rappresenta la fonte a più alto rischio. Una modalità sempre più comune, tanto che oggi la metà delle truffe avviene online, attraverso fenomeni come il ‘phishing’ (invio di mail di adescamento che invitano ad aprire link o allegati) e il ‘vishing’ (truffa telefonica per estorcere informazioni personali e finanziarie)”. Fenomeno che va di pari passo con criticità di tipo sociale. “ Una questione complessa, che trova terreno fertile nei casi dove maggiore è l’isolamento relazionale e sociale.– aggiunge l’assessore – Le truffe non sono solo un danno economico o materiale, ma possono anche essere fonte di trauma psicologico che può avere ricadute nella quotidianità. Per questo è necessario innalzare le difese”.
Dialogo diretto con i cittadini
A tutto questo, si aggiungono le attività della Polizia postale e le iniziative per rapportarsi direttamente con la cittadinanza, sempre in ottica di informazione e sensibilizzazione su rischi e strumenti di difesa contro le truffe. Proprio in questi giorni, in particolare, a Miramare si è tenuto un incontro che ha visto gli interventi degli esperti della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Rimini, che hanno illustrato le principali minacce del web e fornito consigli per affrontarle.
Oltre un centinaio i presenti, a dimostrazione dell’interesse suscitato dal tema. “ Le truffe digitali sono in costante aumento e, con il passare del tempo, stanno diventando sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. – è la situazione illustrata dalla Polizia Postale di Rimini – Tra le più comuni ci sono il phishing, il furto di identità, le frodi nei pagamenti, i raggiri telefonici e le cosiddette ‘truffe sentimentali’. Fondamentale denunciare sempre questi episodi, senza timore o vergogna, e rivolgersi ai punti di assistenza delle Forze dell’ordine”.